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Fabergé e Cartier

Le due case di lusso più frequentemente confrontate della Belle Époque, entrambe al servizio di clientele sovrapposte, entrambe produttrici di oggetti straordinari ed entrambe modellate dalle stesse rotture storiche.

· · 226 parole · 1 min di lettura

Cartier e Fabergé sono le due case di lusso più frequentemente confrontate della Belle Époque. Entrambe servirono clientele sovrapposte (aristocrazia russa, regalità europea, fortune industriali americane) ed entrambe produssero straordinari oggetti decorativi oltre a gioielli. Il confronto appare in recensioni e scritti critici del periodo stesso, non solo nella successiva ricerca accademica.

Le differenze tra le due aziende erano altrettanto significative quanto le somiglianze. La produzione di Fabergé era orientata verso oggetti di fantasia (le uova di Pasqua realizzate per la famiglia Romanov, gli animali in pietre dure, i nécessaires smaltati) mentre quella di Cartier si concentrava sui gioielli e poi sempre più sugli orologi. Le loro sensibilità estetiche erano distinte: Fabergé lavorava ampiamente all'interno delle tradizioni russe e revivaliste; Cartier assorbiva influenze indiane, persiane, cinesi ed egiziane e le ricombinava in qualcosa di nuovo. Entrambe le case furono modellate dalla Rivoluzione del 1917, che rimosse una parte significativa della loro base clienti condivisa da un giorno all'altro.

Il confronto tra le due case è un tema ricorrente in The Cartiers, e diversi post del blog esplorano momenti specifici di sovrapposizione o contrasto, tra cui Rivali Reali allo Smithsonian, Un Gioco del Fine Settimana e Istantanee nel Tempo.

Fonti

  • Francesca Cartier Brickell, The Cartiers (Ballantine Books, 2019), cap. 1 (“Padre e Figlio”) e cap. 2 (“Louis, 1898–1919”)
  • Wikipedia: Fabergé e Cartier

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