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Imperatrice Eugenia

Consorte imperiale di Napoleone III e figura determinante del gusto del Secondo Impero, la cui partenza da Parigi nel 1870 segnò la fine del mondo in cui Louis-François Cartier aveva stabilito la sua bottega.

· · 365 parole · 2 min di lettura

L'Imperatrice Eugenia, consorte di Napoleone III, era la figura femminile più prominente del Secondo Impero e una delle prime notevoli clienti di Louis-François Cartier. Quando entrò nella sua sala espositiva nel 1859, fu il massimo riconoscimento per un artigiano di origini modeste che ora veniva chiamato dalla donna più importante di Francia.

Il Secondo Impero e il gusto parigino

Il patronato dell'Imperatrice giunse in un momento in cui Parigi era all'apice delle sue ambizioni imperiali, e i commerci di lusso francesi, i gioiellieri tra questi, operavano in un clima definito dal patronato di corte e dal gusto della cerchia imperiale. Louis-François Cartier si era affermato in questo ambiente, e fu il mondo cultivato del Secondo Impero a fornire il contesto estetico per il primo business Cartier.

Eugenia era nota come arbitra dello stile le cui preferenze influenzavano la moda e la produzione di lusso in tutta Europa. La sua corte era uno degli ultimi grandi ambienti formali del tipo che aveva plasmato i commerci di lusso europei per secoli.

La fuga e le sue conseguenze

La caduta del Secondo Impero nel 1870 e la Guerra Franco-Prussiana costrinsero l'Imperatrice a fuggire dalla Francia verso l'Inghilterra, ponendo fine alla corte imperiale che aveva definito gran parte dei due decenni precedenti. I resoconti del periodo suggeriscono che con la sua partenza, una certa ispirazione e gusto sembrarono momentaneamente svanire da Parigi, nel modo in cui la rimozione improvvisa di una cornice culturale dominante tende a lasciare un vuoto prima che si formi quella successiva.

Eugenia si stabilì in Inghilterra e visse fino al 1920, abbastanza a lungo da vedere la Belle Époque, la catastrofe della Prima Guerra Mondiale e i primi anni del periodo tra le due guerre. Scelse infine Christie's per vendere parti della sua collezione rimanente: una scelta di casa d'aste che traccia un modello attraverso l'aristocrazia emigrata ed esiliata, da Eugenia ai Romanov in seguito.

Pezzi che un tempo appartenevano a Eugenia compaiono in collezioni successive; Consuelo Vanderbilt è tra quelle che in seguito possedettero gioielli con provenienza Eugenia, tracciando la dispersione degli oggetti del Secondo Impero attraverso matrimoni, vendite ed eredità.

Fonti

  • Francesca Cartier Brickell, The Cartiers (Ballantine Books, 2019), cap. 1

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