Il Bracciale TV è un bracciale rigido in oro semplice prodotto da Cartier London nei primi anni '70 sotto la direzione creativa di Jean-Jacques Cartier. Non presenta pietre preziose. La sua forma è geometrica e angolare, caratteristica dei primi anni '70.
Jean-Jacques diresse Cartier London durante i "Swinging Sixties" come artista che doveva anche risolvere un problema commerciale. Si era formato come designer presso l'École des Arts Décoratifs e non era incline ad abbandonare la qualità o a ridurre Cartier a qualcosa di più economico, ma il contesto richiedeva adattamento. I balli delle debuttanti avevano lasciato il posto alle ribellioni studentesche; i twinset avevano lasciato il posto alle minigonne di Mary Quant. Il mercato della gioielleria di alta gamma era difficile. Alcuni concorrenti si spostarono verso la bigiotteria. Jean-Jacques scelse una direzione diversa: pezzi che si adattavano alla moda contemporanea, erano meno costosi dei lavori con gemme ma erano comunque realizzati secondo gli standard di artigianalità di Cartier, e mantenevano l'esclusività che lui apprezzava, essendo prodotti in numeri volutamente limitati.
Il Bracciale TV rientrava in quella categoria. Il nome fa riferimento al suo profilo: la forma angolare, leggermente convessa, che evoca uno schermo televisivo di metà secolo in sezione trasversale. Era accompagnato da un punzone e un numero di serie impressi sul retro.
Quando un esemplare apparve da Bonhams, fu venduto ben al di sopra della sua stima. Un esemplare diverso, abbinato a orecchini, era stato venduto in precedenza da Christie's. Il bracciale rappresenta una presenza piccola ma ricorrente nel mercato delle aste per i pezzi vintage di Cartier London, e si colloca accanto al Cartier Crash e al Cartier Pebble come uno degli oggetti distintivi che emersero dalla filiale di Londra durante gli anni in cui Jean-Jacques ne fu a capo.
Per il resoconto completo, consulta Cartier London Bracciale TV.
Fonti
- Francesca Cartier Brickell, The Cartiers (Ballantine Books, 2019), cap. 11 ("La fine di un'era, 1957–1974")